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"A TU PER TU" CON MISTER PAOLO ZANETTI

“Ma quale serie B… La mia grande occasione era rimanere al Südtirol”

A fine febbraio l’ottimo lavoro svolto dal nostro allenatore nella sua prima stagione sulla panchina biancorossa, nel suo anno del debutto fra i professionisti è stato gratificato – con largo anticipo sul termine della corrente stagione - con un rinnovo contrattuale sino al 2020. “Voglio crescere assieme a questa società e abbiamo condiviso un progetto comune a media scadenza. E poi, rimanere qui era anche una questione di gratitudine: è stato il Südtirol a credere per primo in me, venendomi a ‘pescare’ in un settore giovanile dove allenavo una squadra Berretti…”
 
Mister Zanetti, quanto ti ha inorgoglito e gratificato – nella sostanza ma anche nella durata biennale – il rinnovo di contratto biennale che la Società ti ha proposto e che tu hai firmato a fine febbraio? E lo sai che a nessun altro allenatore del Südtirol era stato riservato uguale trattamento? Insomma, segno di grande stima e fiducia nei tuoi confronti.
“Quanto mi abbia gratificato è testimoniato dal fatto che per firmare il nuovo contratto ci ho impiegato cinque minuti cinque. Il nuovo accordo economico è stato trovato in un ‘amen’, anche perché la Società – nell’occasione rappresentata dall’Amministratore Delegato Dietmar Pfeifer – hanno immediatamente condiviso quelle che erano le mie poche richieste per proseguire l’entusiasmante cammino iniziato la scorsa estate. Sono lusingato di essermi meritato, in così pochi mesi di lavoro, tanta stima e tanta fiducia. Sono oltremodo gratificato dal fatto che non si sia aspettato l’esito di questa stagione, cosa che sarebbe stata anche legittima, prima di decidere se confermarmi o meno alla guida della squadra. Sono onorato di essere al centro di un progetto tecnico che fa capo ad un Club lungimirante, ambizioso, serio e con le idee chiare, chiarissime. Insomma, il Südtirol ha scelto me, ma anch’io ho scelto il Südtirol. Che in questo momento rappresenta il meglio per me e per la mia carriera. Con questo
Club voglio crescere ancora, migliorarmi, diventare un allenatore sempre più capace e competente. Qui posso farlo, continuando a coltivare ambizioni importanti. Sì, sono rimasto anche perché credo che questa prima stagione possa essere l’inizio di un ciclo importante. Ormai mi conoscete: sono un ambizioso per natura e non sarei mai rimasto se non avessi visto i presupposti per migliorarmi, sia a livello personale e professionale, sia attraverso i risultati da raggiungere con la squadra. E poi c’è anche un altro motivo, al quale io attribuisco sempre grande valore nelle mie scelte”.

Quale, se si può dire?

“Certo che si può dire. Rimanere al Südtirol era anche una questione di gratitudine: è stato il Südtirol a credere per primo in me, venendomi a ‘pescare’ in un settore giovanile dove allenavo una squadra Berretti. Altri non hanno avuto il coraggio di farlo. Se uno ci pensa, non è cosa di poco conto”.

Ha fatto sorridere l’Amministratore Delegato Dietmar Pfeifer quando ha raccontato che la prima condizione che hai posto, ancor prima di entrare nei dettagli economici del contratto, è stata quella che alla tua riconferma seguisse di pari passo anche quella del tuo primo collaboratore, ovvero mister Alberto Bertolini.
“Non avrei mai potuto proseguire questo percorso sulla panchina biancorossa senza Alberto. Lavoriamo assieme da pochi mesi, è vero, ma fra di noi si è creata sin dai primi giorni una sintonia straordinaria. Vediamo e pensiamo calcio alla stessa maniera. E poi siamo entrambi due ‘maniaci’ del calcio, nel senso che ci piace studiare tutto nel minimo particolare e fare tardi la sera ad analizzare partite, avversari, giocatori… Alberto mi completa idealmente sia dal punto di vista tecnico-tattico che sul piano caratteriale. Poi, oltre ad Alberto, avevo la garanzia di poter continuare ad avvalermi della preziosissima collaborazione di due professionisti dello spessore di Fabio Trentin, il nostro preparatore atletico, e Reinhold Harrasser, il nostro preparatore dei portieri, che non a caso erano già legati a questa società, prima del mio rinnovo, da contratti pluriennali. Stiamo parlando di due persone non solo di grande spessore nella loro specifica area di competenza professionale ma anche di due ragazzi seri e piacevolissimi per quanto ti sanno trasmettere a livello umano. Insomma, se non lo si è ancora capito, credo di avere a disposizione uno staff come ce ne sono pochi, pochissimi in giro ”.

Adesso che hai firmato, possiamo dirlo: qualche ‘sirena’ dalla serie B era arrivata, giusto?
“Oddio, campo minato, ma ci sto, e rispondo. Non nego che qualche chiacchierata ci sia stata, che qualche telefonata l’abbia ricevuta, che qualche opportunità avrebbe potuto schiudersi. Ma serie C per serie C non mi sarei mai mosso dal Südtirol, che in questo momento considero il ‘top’ per me e per la mia carriera, in questa categoria. Sì, è vero anche che qualche abboccamento con Società di serie B c’è stato, nel senso che mi è stata chiesta la disponibilità a valutare l’opportunità di fare il salto di categoria. Ma, e sono sincero, l’idea mi ha solo appena sfiorato. Perché per arrivare a certi livelli devo imparare ancora molto e accumulare altra esperienza. Non solo di campo e sul campo. La verità è che la mia grande occasione era rimanere al Südtirol, dove ho la possibilità di lavorare bene, di stare in un ambiente fantastico, di poter usufruire di un centro sportivo che è il sogno di ogni allenatore e di condividere progetti e ambizioni importanti, a medio termine. Non penso di aver perso niente, rimanendo al Südtirol. Anzi, sono sicuro di averci guadagnato. E se mi meriterò il salto di categoria, non escludendo che anche quest’aspetto possa coincidere con gli obiettivi del Südtirol, le opportunità si ripresenteranno, se saprò meritarmele”.

Ok, le ambizioni, i progetti, i programmi della nostra Società. Ma la sensazione è che il Südtirol ti abbia stregato anche per altri aspetti…
“Sì, è vero. In tutte le aree di competenza della Società ho conosciuto e apprezzato persone che per questo club danno cuore e anima, che vanno oltre il loro compito e le loro mansioni lavorative, che hanno un profondo senso di appartenenza verso questo Südtirol, che gioiscono per le vittorie e che si rimboccano le maniche nei momenti di difficoltà. Aspetti che per me rientrano in un unico, grande concetto, che io definisco ‘gioco di squadra’. E secondo me siamo una gran bella squadra…”.
 
 
 
 

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