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Alessandro Bassoli, un nuovo leader in difesa

Il 22enne centrale ha fatto tutta la trafila delle giovanili nel Bologna, la squadra della sua città natale, dove ha sempre indossato la fascia di capitano, giocando col suo amico fraterno nonché vicino di casa, Riccardo Pasi. A Foligno ha invece avuto Simone Iacoponi come compagno di squadra. Ha un fratello gemello e nella scorsa stagione era in B, a Modena. “Ma che fatica per conquistarmi il posto qui all’FC Südtirol!” .
 
Alessandro, iniziamo da qui: come sei arrivato, a fine mercato estivo, all’FC Südtirol?
“Stai sbagliando persona. A fine agosto, a Bolzano, è arrivato Giacomo Bassoli…”.
Scusa?
“Sto scherzando, ovviamente. Però lo scambio di persona c’è stato. Che ridere il giorno dopo l’annuncio del mio ingaggio, quando sui giornali locali di Bolzano ho visto la foto di mio fratello anziché la mia. Un errore ovviamente perdonabile: io e Giacomo siamo gemelli, entrambi difensori e abbiamo per di più giocato assieme nelle giovanili del Bologna. Cercando una mia foto su internet, bisognerebbe essere miei parenti per distinguermi da Giacomo”.
Ma, calcisticamente parlando, abbiamo scelto il Bassoli giusto, cioè quello più bravo?
“Beh, anche Giacomo è un buon difensore. La scorsa stagione ha fatto gavetta in Seconda Divisione, prima al Santarcangelo e poi alla Valenzana. Adesso è rientrato a Cesena, ma a gennaio andrà certamente a maturare una nuova esperienza in Lega Pro”.
Magari gli trovi un posto all’FC Südtirol…
“Direi che non è il caso. Già ho fatto fatica io a conquistarmi una maglia da titolare… E poi in difesa siamo in tanti, tutti bravi”.
Me lo dici adesso come e perché sei arrivato a Bolzano?
“Su consiglio di Simone Iacoponi, col quale ho giocato due stagioni or sono nel Foligno, in Prima Divisione. “Simo” mi ha garantito che avrei trovato una società modello, come ce ne son poche anche in serie A e B, e una squadra di qualità. Mi ha parlato di un progetto ambizioso, che punta a spingersi sino in serie B, entro il 2015. E mi ha anche fatto il nome dei tanti giocatori che passando per l’FC Südtirol sono arrivati a giocare stabilmente in A o in B. Insomma, mi ha convinto. E debbo dire che non ha esagerato neanche un po’. E’ tutto vero, e sono sempre più convinto della scelta che ho fatto”.
Una buona parola ce l’avrà pur messa anche Riccardo Pasi…
“In effetti, sì. Siamo cresciuti assieme. D’altronde, a Bologna abitiamo a pochi metri l’uno dall’altro. Già quando avevamo un anno, eravamo inseparabili compagni di giochi. Poi siamo diventati compagni di squadra, nelle giovanili del Bologna. E’ stato bello ritrovarsi qui a Bolzano”.
Riccardo di te ha detto: “E’ un leader nato, non a caso nelle giovanili del Bologna ha sempre fatto il capitano”.
“Lo ringrazio. In effetti è vero. Ho spesso indossato la fascia di capitano, nella mia ancora giovane carriera. Diciamo che le responsabilità non mi spaventano, anzi mi galvanizzano”.
Insomma, abbiamo trovato il nuovo leader della difesa dell’FC Südtirol?
“Aspettiamo a dirlo, anche perché nel mio ruolo la concorrenza è tanta e tutta qualificata. Non nascondo che quando sono arrivato a Bolzano pensavo di giocare quasi subito. Invece ho dovuto mettermi in fila. Prima la panchina, poi il debutto negli ultimissimi minuti della partita col Carpi di fine settembre, quindi 90 minuti in Coppa Italia ed infine le prime partite da titolare in campionato. La voglia di giocare era tanta sin dai primi giorni in cui sono arrivato. A restar fuori ho fremuto, e non poco. Ma poi ho capito le ragioni di mister Vecchi, le cui scelte sono sempre basate sulla meritocrazia ed il rispetto delle gerarchie del momento. Se mi avesse fatto giocare subito, sarei passato per il “fenomeno” che non sono…”.
“Fenomeno” magari no, ma difensore completo sì. Per la tua grinta, la tua bravura in marcatura, il tuo fisico non aitante ma “roccioso”, ricordi un difensore che è stato all’FC Südtirol e che adesso fa il direttore sportivo del Pavia, ovvero Aldo Preite. Era un beniamino dei tifosi biancorossi….
“Spero di diventarlo anch’io, anche se il mio primo obiettivo è quello di dimostrare settimana dopo settimana, domenica dopo domenica, partita dopo partita, di meritarmi una maglia da titolare. Perché l’FC Südtirol ha ottimi difensori centrali, tutti di carattere, a modo loro. E per farsi preferire a gente come Tagliani o Kiem devi sempre essere al 110%”.
La scorsa stagione 14 presenze da titolare in serie B col Modena. Mica male, anche se coi “canarini” giocavi come terzino.
“E’ vero, ma è stato solo perché eravamo a corto di esterni difensivi. Prima ho sempre fatto il centrale. E’ il mio ruolo, anche se giocare da terzino sinistro non mi dispiace affatto. Però qui c’è Martin. Lui è troppo forte. Non provo neanche a mettermi in concorrenza…”.
Questo FC Südtirol è una buona squadra, da primi posti per intenderci?
“Se i giocatori più esperti - e parlo di Iacoponi, Kiem, Martin, Furlan, Uliano e Campo - sapranno mantenere un rendimento alto, valorizzando così contestualmente le qualità dei tanti giovani di valore che abbiamo, sono molto ottimista sul fatto che arriveremo… Dai, non farmelo dire”.
Che arriveremo?
“Più in su dell’ottavo posto. Altro non aggiungo, neanche sotto tortura…”.
Però si può sognare ad occhi aperti, specie se Bassoli segna gol come quello a Monza contro la Tritium...
"No, i gol devono arrivare da altri. Anche se ad essere sincero mi sto sorprendendo di me stesso, avendo già realizzato due gol. Uno in Coppa Italia a Salò e uno in cammpionato a Monza. E contro la Tritium ho segnato pure col piede "sbagliato", e cioè il destro. Comincio a credere anch'io che sia l'anno buono... Ma diciamolo sottovoce, e continuiamo a lavorare sodo".  




 
 
 
 

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