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INTERVISTA A "MISTER CLEAN SHEET" OFFREDI

Fra fine girone d'andata ed inizio girone di ritorno il numero 1 biancorosso ha inanellato una serie impressionante di partite senza subire gol. La porta di “Offre” è rimasta involata in tante occasioni, nella maggior parte delle quali l'estremo difensore di scuola Milan non ha dovuto neanche effettuare una parata. “Merito di una squadra che grazie a mister Zanetti ha trovato degli equilibri invidiabili e una solidità difensiva impressionante”.
 
Daniel, se ci scherziamo un po' su e ti diciamo che da metà ottobre in poi sei stato spesso uno spettatore non pagante alle partite del Südtirol, come la prendi?
“Bene, perché è la verità e perché è lo specchio dell'equilibrio e della forza raggiunti dalla nostra squadra. Ma non pubblicizziamo troppo sta cosa dello spettatore non pagante, perché se arriva ai piani alti della nostra Società magari mi abbassano lo stipendio... Scherzi a parte, è sempre un motivo di grande soddisfazione per un portiere quando riesce a mantenere la propria porta inviolata, anche nei casi in cui non è lui l'attore protagonista. A me è capitato spesso, in questa stagione, di non dovermi neanche tuffare... E mai mi era successo prima di prendere così tanti 'senza voto' nelle pagelle. Naturalmente la cosa non mi dispiace. Anche perché io so di dare comunque il mio contributo, sempre. Anche quando rimango pressoché inoperoso. Perché per non subire gol è importantissima anche la comunicazione. E io non sono di certo il tipo che durante la partita se ne sta zitto. Urlo, chiamo, incoraggio, indico le posizioni, chiamo le marcature. Comandare un reparto significa anche questo. Anche sotto questo aspetto abbiamo trovato una perfetta sintonia con i miei compagni di squadra”.

Siete fra le migliori difese del girone. E dire che ad inizio campionato si parlava di insostenibile leggerezza del reparto difensivo, che veniva indicato come il punto debole della squadra. Il calcio è proprio strano...
 “Fino ad un certo punto. Perché è vero che ad inizio campionato avevamo qualche problemino dietro. Basti pensare che nelle prime 8 partite abbiamo subito qualcosa come 13 gol. Ma poi abbiamo cambiato registro, individuando il problema e capendo che non era un problema di singoli o di reparto ma di equilibri di squadra. Anche sotto questo aspetto mister Zanetti è stato bravissimo: ha messo mano alla squadra, ha apportato i correttivi necessari e ci ha reso solidissimi anche in difesa, senza dover ricorrere alle barricate o al 'catenaccio'. Prima ci difendevamo solo con i difensori. Adesso difendiamo con tutta la squadra, grazie al lavoro degli attaccanti, al pressing dei centrocampisti, alle distanze strettissime fra i reparti. Insomma, siamo diventati un blocco unico. Granitico come il nostro spogliatoio, dove stiamo bene, benissimo assieme. C'è armonia fra di noi, ma anche 'fame' di fare qualcosa di importante”.

Dalle tue parole emerge nitidamente una grande stima verso mister Zanetti. E' così?
 “Dai, è sotto gli occhi di tutti. Sta facendo benissimo: è un allenatore che ama la cura dei dettagli, uno che non lascia nulla al caso, e che sul campo sta dimostrando tutto il proprio valore. Tra il nostro allenatore e la squadra si è instaurato un legame fortissimo. Zanetti è molto esigente nei nostri confronti, ma allo stesso tempo non ci carica di troppe pressioni. E' una persona sincera e leale, e di lui apprezziamo molto la schiettezza. E' uno diretto, che ama il dialogo con i propri calciatori”.

Non ci possono essere risultati importanti da parte di una squadra, se alle spalle non c'è una Società forte.  Sei d'accordo?
“Totalmente. Qui al Südtirol c'è una mentalità vincente, e lo si capisce dalla lungimiranza con la quale hanno investito e stanno investendo in maniera decisa nelle infrastrutture. Hanno costruito un centro sportivo che rappresenta giustamente un motivo d'orgoglio e di vanto, visto che è difficile trovare qualcosa di simile anche nelle categorie superiori. Ci sono tutti gli strumenti e gli elementi perché una squadra di calcio possa lavorare bene e sentirsi parte di qualcosa di
importante. Il Südtirol è un modello di serietà e di organizzazione, e i successi che ha conquistato e che sono sicuro conquisterà nei prossimi anni sono figli di una intelligente politica dei piccoli passi. Quella che ti permette di andare lontano e di costruire nel tempo qualcosa di importante”.

Sei fra i più 'vecchi', diciamo esperti della squadra. Sei un leader e un punto di riferimento per i più giovani. Quali sono stati i tuoi 'maestri' nella tua carriera?
“Nella mia carriera ho sempre cercato di apprendere dagli altri, di carpirne i segreti sin da giovane. Durante la mia esperienza all'Albinoleffe ho avuto la fortuna di allenarmi e confrontarmi con un grande interprete del ruolo come Ivan Pelizzoli, che per me è stato un grande esempio. Nel settore giovanile del Milan, invece, ho avuto la fortuna di essere allenato da un 'mostro sacro' del ruolo come Sebastiano Rossi, che mi ha forgiato anche sotto il profilo squisitamente caratteriale, anzi temperamentale. Fra i portieri ancora in attività, invece, guardo sempre con grandissima ammirazione Gianluigi Buffon, che è l'esempio di come nello sport si possa essere longevi, sfidando la carta d'identità, se ci si fa condurre dalla serietà e dall'amore per il proprio lavoro. Che è il più bello del mondo, se giochi a calcio".

Ok le tante partite 'senza voto' e i tanti match senza neanche doversi tuffare, ma di parate importanti ne hai comunque fatte. E non poche. Quella che tu ritieni la più importante?
“Certamente il rigore a Fano, a tempo scaduto. Sarebbe stata una beffa se avessimo pareggiato quella partita. Me lo ripetevo mentre il mio avversario si accingeva a calciare il rigore. 'Te la prendo, te la prendo', continuavo a ripetere a bassa voce. Gliel'ho presa. E abbiamo vinta. Ma questa mentalità non appartiene solo a me, ma a tutta la nostra squadra. Se continueremo con questa voglia, con questa 'fame', con questo spirito, sono sicuro che a fine stagione ci toglieremo delle grandi soddisfazioni. E non mi chiedete un obiettivo o un traguardo: con questo Südtirol non mi voglio porre limiti...”.
 
 
 
 

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