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Intervista: Ettore Gliozzi, un bomber da 15 gol

Intervista a Ettore Gliozzi, top-scorer biancorosso (15 gol)
 
Ettore, è stata la stagione più importante della tua giovane carriera?
“Senza dubbio. Quella testè conclusa è stata la mia seconda stagione in un campionato professionistico e rispetto ai 9 gol dello scorso campionato - di cui però sei su rigore - quest’anno ho migliorato il mio primato personale, arrivando a 15. Sono contento”.

Quale è stato il gol più bello tra quelli segnati nel tuo biennio in biancorosso?
“Sicuramente quello in rovesciata segnato nel girone d’andata di questo campionato contro il Feralpisalò. E’ il gol più bello realizzato in carriera, soprattutto dal punto di vista estetico. Ad essere sincero però mi è piaciuto molto anche il gol messo a segno contro il Modena nella gara di ritorno sempre del campionato corrente. E’ stato un gol da attaccante vero, di razza, perché è stato un condensato di tecnica, forza, esplosività, precisione. Non è affatto semplice per un attaccante della mia stazza andare via in velocità e al contempo contrastare e resistere con il fisico al tentativo di ostruzione degli avversari”.

Hai 21 anni e sei monitorato da squadre importanti di serie B e serie A: cosa ti manca per fare il definitivo salto di qualità?
“Devo migliorare tanto, soprattutto nei colpi di testa e nel difendere il pallone spalle alla porta. Ho 21 anni e ho tanto tempo per migliorare, per crescere e per affinare anche quelle che attualmente possono essere considerate le mie qualità migliori”.

Quale è l’attaccante più forte al mondo attualmente per te?
“Per i miei gusti personali a me è sempre piaciuto molto Lewandowski del Bayern Monaco, attaccante con una struttura fisica simile alla mia. E’ molto forte, abbina la forza fisica a notevoli capacità tecniche. In Italia invece abbiamo Higuain, che è il miglior centravanti della serie A e tra i migliori al mondo”.

Quale è il giocatore più forte con il quale hai giocato?
“Senza dubbio Domenico Berardi, mio amico e mio compagno di squadra nel settore giovanile del Sassuolo. E’ molto forte, un predestinato sin da giovane perché ha delle doti straordinarie, cioè fuori dal comune. Nel suo ruolo è uno dei migliori prospetti che abbiamo in Italia. Ci sentiamo spesso via telefono e spero un giorno di poter tornare a giocare con lui, magari al Sassuolo”.

Ma lui è in partenza: dove ti piacerebbe raggiungerlo fra Juventus e Inter, che sono le due squadre che si contendono Berardi?
“Sicuramente all’Inter, squadra per la quale simpatizzo sin da quando ero bambino. E’ il sogno di qualunque giocatore professionista quello di poter giocare un giorno in una grande squadra di serie A. Attualmente però il mio sogno è di riconquistarmi un giorno la maglia del Sassuolo, squadra che mi ha cresciuto e che mai smetterò di ringraziare al pari del Südtirol, dove sono diventato un calciatore per così dire adulto”.
 
 
 
 

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