12.01.2021
Intervista con il terzo portiere della prima squadra
Julian Pircher, nato a Silandro il 10 febbraio del 2017 è l’estremo difensore della formazione Primavera3-Berretti biancorossa. La porta della compagine guidata da Salvo Leotta l’ha potuta difendere solo una volta, nella prima e unica giornata del massimo campionato giovanile della terza divisione nazionale, nello 0-1 interno con l’Albinoleffe. L’emergenza sanitaria ha indotto allo stop anche di questo torneo nazionale. Julian, oltre che il portiere della Primavera3-Berretti è anche il terzo portiere della prima squadra, aggregato in pianta stabile alla compagine di mister Stefano Vecchi, quindi costantemente impegnato negli allenamenti dei portieri diretti da Massimo Marini. Al fianco dell’esperto Giacomo Poluzzi e del talentuoso giovane emergente Marco Meneghetti, “l’enfant di pays” Julian Pircher sta svolgendo con piacere e profitto il ruolo di apprendista, vivendo il clima dei professionisti, sia in allenamento che in partita.

Julian, quando, dove e come hai iniziato a giocare e come è nata la scelta di fare il portiere?
“Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo sei anni, a Lagundo, il piccolo paese vicino a Merano. Mio fratello ha giocato a calcio e ho sempre seguito le sue partite con interesse, mi è sempre piaciuto e ho deciso di provare anch’io. I primi due anni sono stato schierato nel ruolo di terzino sinistro, ma quando giocavo con i miei amici andavo in porta, perché è sempre stato il ruolo che mi piaceva di più. Dal quel momento in poi ho scelto di restare tra i pali”.

I tuoi allenatori?
Marco Taufer, un allenatore importante a Lagundo, mi ha insegnato tanto. Anche Paolo Goisis, mister dell’anno scorso ha contribuito alla mia crescita. Ma anche quest’anno, con Salvo Leotta ho la fortuna di avere un mister bravissimo che mi dà molta fiducia e poi lavorare in prima squadra è gratificante e mi consente di imparare moltissimo”.

Chi ti ha aiutato a crescere nel calcio?
Reinhold Harrasser, il preparatore dei portieri del settore giovanile mi ha insegnato molto, mi ha fatto crescere sia come calciatore, sia come uomo”.

Scuola e calcio ad alto livello: come riesci a conciliare i due impegni?
Non è sempre facile combinare scuola e calcio. Frequento una scuola che richiede molto impegno nello studio, ma faccio il possibile per riuscire per fare entrambe le cose al meglio”.

Come stai vivendo l’esperienza con la prima squadra?
“Sono molto felice di potermi allenare con la prima squadra e, come ho detto, cerco di imparare il più possibile dai professionisti sia tecnicamente, sia dal punto di vista della crescita personale”.

A chi ti ispiri, chi è il tuo idolo”
“Il mio idolo è sempre stato Gigi Buffon. Le sue caratteristiche e soprattutto la sua correttezza mi piacciono molto”.

Le tue caratteristiche?
“Le mie principali caratteristiche sono la reattività e il tuffo”.

Il tuo sogno?
“Il mio sogno è quello di arrivare il più lontano possibile con il calcio, magari esordendo con i colori biancorossi, ma anche di crescere a livello umano”.

La partita che ricordi più volentieri?
“Quella disputata l’anno scorso a Coverciano con la maglia della rappresentativa Lega Pro contro la Nazionale italiana under 17. Abbiamo pareggiato ed è stato un momento bellissimo”.

Il campionato Primavera3-Berretti con la nuova formula si prospettava interessante, sei d’accordo?
“Sicuramente sì. Purtroppo è stato interrotto subito a causa dell’emergenza sanitaria. Spero che le condizioni in un prossimo futuro siano quelle necessarie per rimetterlo in moto. Non vedo l’ora di poter tornare in campo insieme ai miei compagni”.

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