31.10.2019
Cento anni di storia costellati di gioie e tanti dolori
Cento anni di storia costellati di gioie e tanti dolori. Le prime partite all’ombra del simbolo di Imola, l’imponente Rocca Sforzesca emblema di una città al confine fra l’Emilia e la Romagna. La storia dell’Imolese è fatta di pionieri che hanno giocato in tutte le serie, la C nazionale, e tanta quarta serie. Nomi mitici come Pantani, Gardenghi, Costa, Vavassori, Dal Fiume e molti altri. Molte stagioni in D, la vittoria della Coppa Italia Nazionale di Eccellenza, e il professionismo quando Imola aveva il Gp di Formula1, una squadra in serie A di volley femminile, la pallamano in A1 e il calcio a 5 in A2.
Una città dello sport ai massimi livelli.
L’Imolese è stata una buona palestra per gli allenatori, Alessio è il vice di Conte in Nazionale, un suo predecessore, Cristiano Bergodi, è stato alla guida del Pescara in serie A. Tanti anni in serie C2, fino al 2004/05 quando i ragazzi di Angelo Alessio conquistarono una storica salvezza con un gruppo giovane e molto combattivo. Una permanenza ottenuta senza i play out, una vera impresa cancellata dalla retrocessione in Eccellenza per inadempienze e poi la caduta in Promozione. Un solo anno di Purgatorio, e la truppa di Marco Menghi vince la concorrenza dello Sporting Forlì e risale immediatamente nella sesta categoria nazionale dove è stata per sei anni consecutivi. Se il calcio ad Imola ha continuato ad esistere è stato anche grazie all’intervento del sindaco Massimo Marchignoli. Da li in avanti è stato ricostruito il vivaio che attualmente conta oltre 400 tesserati, e molti ragazzi imolesi sono in giro nelle squadre professionistiche della regione.
Una svolta è arrivata nel 2012, la proprietà è cambiata, Lorenzo Spagnoli ha preso parte del pacchetto azionario avviando un percorso nuovo con Franco Farneti in panchina, nei quadri dirigenziale pure l’ex calciatore Gianluca Ricci. E’arrivato subito il salto in serie D e due salvezze consecutive, un sesto posto e poi due posti d’onore di fila, l’ultimo, nel 2018, utile ad ottenere l’ascesa in C per completare l’organico. Lo scorso anno il brillante terzo posto finale nel girone B della serie C.
La dirigenza ha come primo obiettivo lo sviluppo del settore giovanile e il miglioramento delle strutture del Centro Tecnico Bacchilega a Pedagna: ormai sempre più casa di un club che vuole crescere. 
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