16.01.2020
Il muro difensivo biancorosso si racconta
E’ soprannominato “il muro”, non solo per la sua imponente stazza fisica, ma anche e soprattutto per le sue doti di roccioso difensore centrale. Al suo attivo ha 300 presenze fra i professionisti di cui 73 in serie B, collezionate nelle tre stagioni in forza al Crotone

Grinta e personalità, unite all’esperienza, ma con la ferma e costante volontà di continuare ad apprendere sempre qualcosa di importante, ogni giorno. Kevin Mathieu Vinetot, nato a Viellers-le-Bel, alle porte di Parigi, il 14 giugno 1988, soprannominato “The Wall”, non solo per la sua imponente stazza fisica (188 cm di altezza per 83 kg di peso forma), ma anche e soprattutto per le sue doti di roccioso difensore. Al suo attivo ha 300 presenze fra i professionisti, di cui 73 in serie B, tutte collezionate in tre stagioni in forza al Crotone. Andiamo a scoprire con “il muro” biancorosso le tappe salienti di una intensa carriera.
“La mia prima stagione in Italia è stata con il Giulianova, in C2, nel 2008/2009 culminata con la promozione in C1. Ricordo poi il debutto in serie B con il Crotone nel 2010, con mister Leonardo Menichini prima con Eugenio Corini poi, quindi ancora con Menichini. Poi le stagioni a Lecce in C1 e in C, quindi queste splendide stagioni in biancorosso. Qui mi trovo davvero bene, mi sento come a casa”.

In Italia come sei arrivato?

“Ho fatto tutta la trafila nelle giovanili del Guingamp, società che ha militato nella serie A francese e che vanta una lunga presenza nella seconda lega transalpina. E’ la squadra di una cittadina a quasi cinque ore di strada da Parigi, situata nel dipartimento della Côtes-d'Armor nella regione della Bretagna…”

La squadra che ha lanciato Didier Drogba, Florent Malouda, Fabrice Abriel e Vincent Candela?

“Esatto! Abitavo alle porte di Parigi e, a 12 anni, lasciai casa per trasferirmi in Bretagna ad imparare calcio. A vent’anni l’arrivo in Italia. Come? Praticamente per caso: mi trovai svincolato dal Guingamp dopo aver rinunciato al contratto professionistico propostomi e, attraverso conoscenti sono venuto a sapere che a Torino si svolgevano dei provini organizzati da Pino Greco (ex calciatore, tra le altre squadre di Torino, Ascoli e Bologna a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta n.d.r.). Andai a provare, disputai delle partitelle e un paio di mesi dopo, Greco, diventato direttore sportivo del Giulianova mi chiamò. Arrivai in Italia con le valige e carico di buoni propositi, senza sapere che prima del contratto avrei dovuto convincere il mister. Passai subito l’esame e iniziai la carriera in Italia: due anni a Giulianova, in C2 con 32 presenze e 2 reti, la promozione in C1 e poi 33 partite e una rete l’anno, quindi il trasferimento al Crotone”.

Nel 2010 firmi un contratto triennale con il Crotone, con cui fai l’esordio in serie B l'8 gennaio 2011 in Crotone-Portogruaro (2-0). Il 23 marzo il primo gol col Crotone, contro l'Empoli. 17 gare e 2 gol e, a fine della stagione 2010-2011 un movimento di mercato solo formale… Cosa ricordi di quel periodo?

“Mi acquistò il Genoa, con cui firmai un contratto fino al 2015, e mi girò in prestito sempre al Crotone, con cui partecipai ad altri due tornei di seconda serie, rispettivamente con 33 e 2e presenze. Poi, in prestito dal Lecce, due anni a Lecce, uno in C1 e uno in C, uno all’Albinoleffe in C, il ritorno a Lecce e dal gennaio 2017 il Mantova in C, poi sono arrivato qui”.

E com’è stato l’arrivo in biancorosso?

“Nella stagione 2017/2018, il primo anno in forza al Südtirol (36 presenze, tutte da titolare n.d.r.) abbiamo concluso al secondo posto in campionato, con la seconda miglior difesa del girone B, arrivando alla semifinale-playoff. Lo scorso anno 33 presenze e una rete, Qui ho incontrato tante belle persone che mi hanno supportato e mi stanno supportando. Desidero ringraziare in modo particolare il direttore sportivo, Paolo Bravo e il team manager Emiliano Bertoluzza”.

Hai un contratto fino al 2021…
“Sono felice e orgoglioso di stare qui. Ho ricevuto tanti attestati di stima da parte di questo club, nel quale mi sono trovato a meraviglia sin dal primo giorno, e dalla gente. Sono onorato di vestire la casacca del Südtirol, società di grande professionalità. E’ difficile trovare realtà come questa, è importantissimo essere in un club in cui ci sono tutte le condizioni per lavorare nel migliore dei modi”.

Cosa pensi di questo campionato?
“Un girone di alto livello, con squadre e giocatori di spessore. Una sfida costante e accattivante. E’ piacevole da punto di vista professionale confrontarsi ogni domenica con avversari di valore. Ogni partita ha una sua storia, ogni partita vivi intensamente dall’inizio alla fine”.

Quali sono i tuoi punti di forza?
“Cerco di fare leva sulla mia fisicità, qualità importante per un difensore. Poi la lettura delle situazioni di gioco, che con il passare degli anni e quindi con l’esperienza è cresciuta. Ho imparato ad amministrare le energie giocando più con la testa che con le gambe. Sono dell’avviso poi che bisogna continuare ad imparare, sotto tutti i punti di vista, sia da punto di vista tecnico, sia nella gestione delle emozioni”.

I punti deboli?
“Il mio difetto è la pigrizia, non mi piace correre, anche nella vita. Devo e posso migliorare…”.

Capitolo tecnici, chi ti ha insegnato di più?
“Ho sempre cercato di imparare il più possibile da tutti i miei tecnici e ancora lo sto facendo. Quasi tutti mi hanno trasmesso competenze importanti, sono poche le eccezioni. Ricordo Menichini al Crotone e Corini, sempre al Crotone. Quest’ultimo mi ha fatto esordire in B. Prima Bitetto che mi ha concesso fiducia al Giulianova. Lerda a Lecce, Zanetti in biancorosso e in modo particolare Vecchi quest’anno. Mi piace il suo il suo metodo di lavoro e suo modo di preparare la squadra alle partite”.

Come occupi il tempo libero?
“Esco con i compagni, soprattutto a mangiare e poi sono spesso a casa, sono un appassionato di serie televisive e di film”.

Quali sono i tuoi idoli e qual’è la squadra del tuo cuore?
“Il mio idolo è Thuram, un grande difensore, con origini comuni. Per quanto riguarda la squadra del cuore, da sempre e non da un passato recente il Paris Saint Germain. Ogni anno spero riesca a fare qualcosa di più importante della vittoria del campionato”.

Gli avversari più temibili?
“Nella mia carriera ho potuto affrontare e sto affrontando tanti attaccanti di spessore. La lista dei più temibili è lunga e rischierei di dimenticare qualcuno nel fare dei nomi”.

Come immagini il tuo futuro prossimo nel calcio?
“Bella domanda. Non ho doti per immaginare il futuro. Preferisco pensare invece al presente, personale e di squadra, con la convinzione che è indispensabile lavorare con impegno ogni giorno, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita”.
Kevin Mathieu Vinetot: THE WALL
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