11.03.2021
iNTERVISTA CON L'EX CENTROCAMPISTA
La prima partita al “Druso” di Luca Bertoni non è stata con la maglia biancorossa dell’FC Südtirol, ma con quella rossonera della Primavera del Milan e con i gradi di capitano. Era l’estate del 2011, quando la maggiore delle compagini giovanili rossonere trascorse il ritiro a Vipiteno, disputando un test test-match sul terreno di viale Trieste. Di quella squadra allenata da Aldo Dolcetti, il metronomo di centrocampo Luca Bertoni, nato il 19 giugno 1992 a Vizzolo Pedrabissi in provincia di Milano era il capitano dai piedi buoni e dal destro preciso. In quel Milan c’erano nomi diventati illustri nell’immediato futuro: Mattia De Sciglio, Brian Cristante, Stephan El Shaarawy, Simone Ganz, Andrea Petagna. Un Milan secondo nel girone A Primavera, out nei play-off scudetto Primavera in semifinale, battuto 4-3 dall’Inter (poi tricolore) dopo aver superato 2-0 on trasferta la Juventus nei quarti di finale.

Da rossonero a biancorosso: cosa ricordi?
“Arrivai a Bolzano nell’estate del 2012, in prestito dal Milan Primavera e pronto alla prima esperienza da professionista lontano da casa. Una stagione che mi ha dato molto, che mi ha consentito di confrontarmi con il calcio dei grandi. Trovai l'ambiente ideale per approcciarmi al calcio professionistico. Il mister era Stefano Vecchi, che mi insegnò molto. Un campionato più che positivo. Eravamo nel girone A. Al traguardo della stagione regolare: Trapani primo e promosso in B. Ai play-off Lecce, Carpi, noi e l’Entella. In semifinale la sfortunata sfida con il Carpi

Siamo decisamente distanti dall’ingresso nel Club 100 biancorosso. Al termine di quella stagione mister Vecchi assunse la guida tecnica del Carpi, promosso in B e il Milan, con cui eri ancora sotto contratto, accordò il trasferimento in terra emiliana. Come iniziò l’avventura in B?
“Una stagione particolare, iniziata con tanto entusiasmo e anche emozione. Il debutto arrivò subito. In totale 8 presenze in una stagione fortemente condizionata dal serio infortunio al ginocchio. Il Carpi mi riscattò, ma a fine stagione decisi di rescindere il contratto per fare ritorno a Bolzano. Nel 2014 firmai un contratto triennale, rientrando a pieno titolo nel un progetto a medio termine del club e nella filosofia di trattenere alcuni calciatori per più anni, non per uno. Credettero in me nonostante l'infortunio al crociato. In senso generale fu stagione di alti e bassi, comunque positiva. 27 gare il primo anno 2014-2015 la stagioni di Sormani, Rastelli e Stroppa, 30 gare e un gol la stagione successiva con mister Giovanni Stroppa”.
Luca Bertoni: geometrie a centrocampo
Alla vigilia del terzo anno ecco la chance internazionale: il Partizani Tirana, in Albania. Con quale esito?
"A Tirana mi chiamò mister Adolfo Sormani, con il quale avevo lavorato bene in biancorosso. Giocai i preliminari di Champion's e Europa League e debuttai nel massimo campionato albanese. Decisi di chiudere quell'esperienza rescindendo il contratto a dicembre per tornare a Bolzano: 11 gare nell’annata 2016-2017, prima con mister Viali e poi con Colombo. Una stagione conclusa in crescendo. Ricordo con piacere la vittoria con il Parma al Tardini”.

Stagione 2017-2018, la tua ultima annata in biancorosso: dal punto di vista dei risultati sicuramente tra le più belle...
"E’ stata la stagione in cui ho giocato di meno, ma è stata un’annata ricca di soddisfazioni, affrontata con un grande gruppo, affiatato, che è cresciuto molto. Partimmo senza sapere quale potesse essere l’obiettivo e arrivammo ad un grande risultato, lavorando sodo, tutti insieme con grande determinazione. La semifinale playoff contro il Cosenza è un bel ricordo e fu un grandissimo risultato, il coronamento di un grande impegno, un traguardo inaspettato rispetto agli obiettivi fissati a inizio anno e una vittoria di tutto il gruppo guidato da mister Paolo Zanetti. Vincemmo 1-0 in casa con la rete di Cia al 90’ per poi perdere 2-0 in trasferta subendo la rete decisiva nel recupero”.

Tra gli altri ricordi più belli?
"Tra le partite più cariche di emozioni, tra quelle di grande importanza, oltre a quella con il Cosenza, ricordo la semifinale playoff contro il Carpi nel primo anno in biancorosso. E poi il gol contro la Giana Erminio, che valse il 2-1 finale. Ci sono due vittorie esterne su tutte che restano nella memoria: quella a Lecce e quella a Parma".

A Bolzano hai fatto nascere anche amicizie importanti…
"Ho sempre avuto ottimo rapporti con tutti. Molti li ho mantenuti, come quelli con Tait e Fink. Sono rimasto particolarmente legato ad Alessandro Gatto, Baldan e Frascatore. Ci sentiamo spesso”.

111 gare in biancorosso non sono poche. Valgono di diritto un posto nel “Club dei 100”, formato dai giocatori che sono arrivati a un numero di presenze a tre cifre e sono motivo di vanto.
Luca Bertoni considerato ai tempi della Primavera del Milan il “piccolo Pirlo” in biancorosso ha sicuramente lasciato il segno, come giocatore e come uomo.

Dall’estate del 2018 gioca nella Pro Patria. Sei soddisfatto?
“Questo è il terzo anno che sono qui. Mi trovo molto bene con tutti: società, gruppo, mister. E’ un ambiente in cui si può lavorare bene, con le giuste condizioni. Quest’anno stiamo andando bene e la speranza è quella di continuare così”.

L’ultimo incontro, in ordine di tempo, tra Bertoni e l’FCS è stato casuale, risale all’estate 2019, quando nell’albergo di Sarzana la Pro Patria e l’FC Südtirol si trovarono ospiti sotto lo stesso tetto alla vigilia delle rispettive gare di Coppa Italia Lega Serie A con Spezia ed Entella. Luca Bertoni ritrovò alcuni “vecchi” compagni e mister Vecchi, che lo fece debuttare in C in biancorosso e poi in serie B, a Carpi.

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