14.04.2020
Il 30enne centrocampista si racconta
E’ arrivato in biancorosso attraverso la finestra di mercato di gennaio per andare ad ricoprire un ruolo importante in mezzo al campo. Subito si è messo in bella evidenza, con lo spirito di chi sa quello che vuole e, soprattutto, sa come ottenerlo, cioè attraverso un profilo basso, ma con dedizione, massimo impegno e sacrificio in campo. Marco Beccaro, giocatore duttile in mezzo al campo, si è messo subito al servizio della causa biancorossa, con indomita fierezza.
“Ho trovato un ambiente che mi ha accolto nel migliore dei modi, mi sono ambientato in un batter d’occhio e mi sono messo subito al servizio di una squadra che definisco tale nel senso più stretto del termine”.

All’FC Südtirol è arrivato a titolo definitivo per un anno e mezzo, quindi fino al 30 giugno 2021, con opzione per il successivo. 30 anni e un bel bagaglio di esperienze. Nel corso della scorsa stagione e della corrente, prima di arrivare in biancorosso, ha vestito la casacca della Triestina, collezionando 48 presenze con 3 reti e 5 assist. 12 e un gol nell’annata agonistica in corso. In biancorosso 8 presenze (6 da titolare) fin qui con 2 reti per il centrocampista di piede destro e dai solidi fondamentali, nato a Campodarsego in provincia di Padova il 25 novembre del 1989.

Marco, raccontaci la tua carriera?
“Ho fatto tutta la trafila nelle giovanili del Padova. Nella stagione 2008/2009 e nella successiva 2009/2010 ho giocato in serie D, rispettivamente con le casacche di Albignasego (27 presenze, 4 reti) e Domegliara (35 gare, 13 gol) per vestire poi la casacca del Mezzocorona in C2 (22 presenze nella stagione 2010/2011). Non è andata bene, siamo retrocessi e la mia forza è stata quella di non mollare mai e di rimettermi in gioco. Sono ripartito dall’Eccellenza con la maglia del Real Vicenza. Ho vinto il campionato 2011/2012 segnando 10 reti e sono salito in serie D. Nel 2012/2013 34 gare, 14 gol”

Poi sei tornato ancora una trafila in quarta serie, dove?

“Altre quattro stagioni in D, rispettivamente con le maglie di Marano (22 gare, 4 reti), Sacilese (27 gare, 8 reti), Luparense (35 gare, 19 reti) e, nel 2015/2017 34 presenze e 18 reti con il Mestre, con cui sono salito in C2, disputando 32 partite (4 reti) nell’annata agonistica 2017/2018”.

L’esperienza a Mestre è stata importante, soprattutto dal punto di vista tecnico. Che cos’è accaduto?
“A Mestre ho avuto la fortuna di lavorare con un allenatore come Mauro Zironelli, che ha sempre creduto nel sottoscritto. E’ stato lui a trasformarmi, a cambiarmi dal punto di vista tattico. Prima facevo la punta esterna, con lui, invece, mi sono trasformato in mezzala. Abbiamo vinto il campionato, giocando con lo stile del mister: tre dietro, palla a terra, gioco propositivo con tanti giocatori sopra la linea della palla, a volte con il rischio di scoprirsi …”.

Zironelli - alla guida del Modena fino alla 16esima giornata della serie C in corso -, non aveva nascosto la volontà di averti con lui in maglia gialloblù, invece sei rimasto a Trieste, dopo aver perso la finale dei playoff 1-3 al “Nereo Rocco” contro il Pisa. In maglia rossoalabardata giuliana una stagione e mezza, con quale bilancio?
“Nell’estate del 2018 sono approdato alla Triestina. Nella prima stagione ho totalizzato 30 gettoni di presenza, mettendo a segno 2 reti. Siamo arrivati alla finale play off e abbiamo perso in casa contro il Pisa, che è salito in serie B. Nella prima parte della corrente stagione ho totalizzato 12 presenze (1 rete e 1 assist) in campionato, più 1 presenza e 1 assist in Coppa Italia Lega serie A e 1 presenza in Coppa Italia Serie C. Un’esperienza positiva”.

In biancorosso sei arrivato carico e determinato. Come ti sei trovato?
“Benissimo. Ho ritrovato Mirco Petrella, con il quale ho giocato a Trieste, ma anche Ale Fabbri, mio compagno di squadra a Mestre e Fabian Tait, che è stato insieme a me sia a Mezzocorona che a Marano Vicentino. E’ stato facile inserirmi in un bel gruppo, ben plasmato dal mister e in una società solida. Ho avvertito subito grande entusiasmo e spirito propositivo e costruttivo. C’è la cultura del lavoro e del sacrificio, che mi appartengono e poi c’è una struttura di primissimo livello come il centro sportivo e poi uno stadio nuovo in via di costruzione”.

Come ti definisci tecnicamente?
“Sono una mezzala offensiva, con la vocazione a cercare spesso e volentieri lo spazio per calciare in porta. Mi piace fare assist ai miei compagni”.

Il girone B come lo valuti?
“Negli ultimi anni il livello della serie C si è alzato notevolmente e quello del girone B di quest’anno è decisamente elevato, con la presenza di grandi piazze, ottime squadre, grandi giocatori e mister e organizzazioni importanti. E’ un campionato difficile, impegnativo, pieno di insidie, da affrontare sempre al massimo contro chiunque, con il giusto approccio, con adeguata mentalità”.

La scelta della maglia numero 30 è dettata dall’anagrafe?
“Proprio così. Tra i numeri trovati liberi, al mio arrivo, c’era quello della mia età e quindi ho scelto la casacca con il 30”.

Hobby e tempo libero?
“Guardare serie tv e uscire in compagnia degli amici”.

Il momento top della tua carriera?

“Sicuramente il 23 aprile 2017 quando ho vinto il campionato con il Mestre. Siamo stati promossi in serie C. E’ stato momento eccezionale, straordinario, di forti emozioni, che non dimenticherò mai”.

A chi ti ispiri e chi è il tuo idolo calcistico?

“Essendo interista ti dico Ronaldo. Ronaldo Luis Nazario De Lima, “il fenomeno”. E’ l’unico giocatore per cui ho pianto. L’ho fatto quando si è rotto il ginocchio all’Olimpico, in Coppa Italia”.

Il tuo messaggio ai tifosi biancorossi?
“Il campionato è ancora lungo e noi tutti, insieme, abbiamo la ferma volontà di dare sempre il massimo per fare il meglio possibile. Seguiteci e sosteneteci!”.

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