09.03.2021
Le parole dell'allenatore dell'U14
Alla guida della formazione “Giovanissimi Professionisti Lombardia” (2007), altrimenti denominata “under 14 rossa” c’è mister Marco Marzari, tornato nello staff biancorosso. Al tecnico abbiamo chiesto innanzitutto un bilancio dell’anno solare andato da poco in archivio per quanto riguarda la sua formazione.

Mister, come possiamo considerare l’anno andato in archivio?
“L’anno 2020 è stato un anno difficile per tutti quanti, un anno veramente unico di cui non era mai esistito riferimento, per cui è stato affrontato tutto come in un contesto di “prima volta”. E come in ogni prima volta abbiamo sperimentato. Sperimentato l’allenamento a distanza, sperimentato il contatto a distanza, sperimentato le correzioni a distanza. E tutto è stato molto formativo, sia per noi dello staff sia per i ragazzi. Certo la situazione non è stata facile, ma credo abbia fatto venire la” fame” e consentito di apprezzare ancora di più quanto siano importanti il campo e lo spogliatoio vissuti direttamente. Era un valore dato per scontato, ora lo si apprezza con molta più consapevolezza”.

Com’è riuscito a mantenere i contatti con i ragazzi? Avete svolto un lavoro a distanza?
“Per quanto riguarda gli allenamenti ci siamo tenuti in contatto attraverso Whatsapp, grazie a cui e i ragazzi, istruiti inizialmente sulle attività tecniche e coordinative, si sono esercitati e allenati individualmente inviando poi settimanalmente delle immagini. Di questi filmati abbiamo poi cercato di farne un riassunto editando dei piccoli video divertenti per mantenere lo spirito di gruppo, tenendolo vivo poi anche con qualche incontro via Zoom”.

Quali sono le domande più frequenti formulate dai ragazzi?
“A questa età non è semplice sentire domandare qualcosa dai ragazzi, soprattutto a distanza. Il rapporto lo si costruisce sul campo, con qualche chiacchierata prima o dopo l’allenamento, con qualche battuta. Nonostante ci siano personalità già formate, è poco usuale chiacchierare per loro con un adulto e quindi il dialogo si deve costruire passo dopo passo magari passando dal chiedere come sta andando la scuola, come va la propria squadra del cuore, il giocatore che piace di più, se hanno visto questo e quel gol”.
Marco Marzari, il timoniere dell’Under 14 Rossa
Marco Marzari, il timoniere dell’Under 14 Rossa
E le indicazioni del mister quali sono e sono state?
“Il mister deve cercare di essere una guida, un supporto alle difficoltà, in poche parole un educatore. Noi mister forniamo ai ragazzi gli strumenti per risolvere le problematiche del campo, quindi attraverso la loro interpretazione devono trovare la soluzione. A volte anche con un cortese rimprovero che rappresenta un segnale di sentimento, di rispetto, di stimolo verso lo sport, verso questo sport non sempre semplice nel suo contorno dentro e fuori il campo e che bisogna imparare a gestire mentalmente, fisicamente ma anche caratterialmente”.

Quale ambiente ha ritrovato all’FCS?
Ringrazio tantissimo Alex Schraffl e Dino Ciresa della rinnovata fiducia, che mi ha dato carica ed entusiasmo, consentendomi di rientrare nel modo migliore in un ambiente di grande professionalità, di enorme stimolo, in cui si punta sempre a dare sempre il meglio, curando i dettagli e la formazione. E’ questo il valore aggiunto. Tutti siamo chiamati a dare il meglio di noi stessi e questo crea competizione, quella sana, quella che fa migliorare costantemente. Condividere è uno di quegli aspetti che ho imparato con il tempo da un grande maestro di calcio e poi è diventato per me un aspetto determinante che fa crescere, fa migliorare, motiva a cercare sempre una soluzione. Le situazioni condivise, compresi i problemi, aiutano a trovare sempre le giuste risposte”.

La prima cosa che ha detto ai ragazzi in occasione della ripresa del lavoro sul campo, nei modi e nei termini consentiti?
“La prima cosa è stata esprimere la felicità di rivedere i ragazzi. Ho chiesto a tutti loro di sorridere, di farlo sempre e di divertirsi il più possibile dentro al campo, cercando di trasmettere a tutti la passione, quella che mi accompagna ogni volta che posso entrare nel campo”.

Ai ragazzi si insegna molto, si impara anche qualcosa?
Si impara sempre, da chiunque. Dai ragazzi si impara che anche alla loro età esiste il rispetto, la determinazione, il sognare un percorso, in questo caso sportivo, fatto di fatiche ma anche di gioie e soprattutto voglia di stare insieme”.

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