30.04.2020
Il centrocampista arrivato in inverno dalla Virtus Verona
Non si può certo dire che la “dea bendata” gli abbia sorriso al suo arrivo in biancorosso. Matteo Gasperi, ultimo acquisto - in ordine di tempo - dell’FC Südtirol, il giorno dopo l’inopinata sconfitta in quel di Modena, in cui era stato schierato in campo dal mister Vecchi al 36’ della ripresa (fino al 40’ + 8’ della sfida del “Braglia”) è incappato in un fortuito infortunio. Nel corso dell’allenamento, il giovane centrocampista romagnolo, ha riportato la frattura del quinto metatarso del piede sinistro ed è stato sottoposto ad intervento presso il reparto di ortopedia e traumatologia della Casa di Cura Santa Maria di Bolzano. L’operazione, perfettamente riuscita, è stata eseguita dal dr. Marco De Pasquale. Dopo il decorso post-operatorio, il giocatore, inizierà il recupero: la prognosi stimata è di circa sette settimane.

La società e i sostenitori - come avevano fatto in occasione dell’infortunio occorso a Gianluca Turchetta qualche settimana prima - hanno rivolto una serie di apprezzati messaggi di una pronta guarigione.

Matteo Gasperi è entrato in casa biancorossa in punta dei piedi, ma con le idee ben chiare e il forte desiderio di mettersi in gioco in una realtà che lo ha positivamente impressionato fin dal suo arrivo

“Sono arrivato in un ambiente che mi ha accolto nel migliore dei modi. Ho percepito fin da subito la visione di questa società. La professionalità è massima a tutti i livelli e ci sono tutte le condizioni per lavorare nel modo più funzionale”.

Matteo Gasperi ha firmato un accodo che lo lega all’FCS per un anno e mezzo, vale a dire fino al 30 giugno 2021, con opzione per il successivo. 22 anni, centrocampista, nel corso della corrente stagione agonistica ha vestito la casacca della Virtus Vecomp Verona, collezionando 8 presenze. Svincolatosi a fine gennaio, ad inizio febbraio è arrivato in biancorosso.

Ci racconti dove e come hai cominciato a giocare a calcio?
“Ho iniziato nei pulcini del Cesena, dove ho fatto tutta la trafila”.

Sei nato a Forlì, il 17 luglio 1997, 185 cm per 80 kg di peso forma, centrocampista, trequartista di piede destro, dai solidi fondamentali e poi? Completaci tu la tua scheda personale…

“Sono cresciuto nella Primavera del Cesena, collezionando 55 presenze fra il 2013 e il 2017, mettendo a segno due reti. Due panchine in serie A con la prima squadra nell’anno 2014/2015, l’ultimo ai massimi livelli, nelle partite con Juventus e Torino. All’inizio del campionato 2015/2016, fin dal ritiro estivo, sono stato aggregato alla prima squadra del Cesena, in serie B debuttando tra i cadetti. Due stagioni tra Primavera e prima squadra. Nell’estate 2017 sono approdato alla Fermana, in serie C, totalizzando 3 presenze per poi passare all’Alma Juventus Fano nella finestra di gennaio del mercato, collezionando 7 presenze. Lo scorso anno l’approdo al San Marino Calcio, in serie D: 32 presenze e 5 reti. La scorsa estate sono arrivato alla Virtus Vecomp Verona, con cui ho disputato 8 partite nella corrente stagione, nel girone B di serie C. Ho rescisso a fine gennaio con la società veronese del presidente-mister Lugi Fresco e sono arrivato qui”.

Quale ambiente hai trovato, con quale nuova realtà ti sei confrontato?
“Ribadisco: accogliente, positivo e propositivo. Mi sono trovato subito benissimo in tutti i sensi: squadra, gruppo, società, strutture e la gente. Sono contento della scelta fatta. Ho abbracciato questo progetto perché ho tanta voglia di crescere, di progredire, con umiltà e dedizione, mettendomi a disposizione del gruppo e del mister. L’ho fatto da subito, lo rifarò appena possibile dopo essermi ripreso”.

Cosa pensi di questo campionato, di questo girone B in particolare?

“Penso che questo girone è stato giustamente ribattezzato B2 per il suo elevato tasso complessivo. Non ci sono partite facili, in modo particolare in questo girone di ritorno in cui tutti per motivo o per l’altro sono a caccia di punti e diverse squadre sono cambiate molto sul mercato di gennaio. Bisogna dare sempre il massimo dall’inizio alla fine perché, come abbiamo visto, spesso a spezzare l’equilibrio e a fare la differenza sono gli episodi”.

Sei arrivato in biancorosso e qualche giorno dopo il tuo arrivo sei entrato nel novero dei “dottori” biancorossi discutendo la tesi che ti ha consentito di conseguire la laurea. E’ stato impegnativo conciliare sport e studio?
“Sono riuscito ad arrivare alla laurea grazie all’università telematica e-campus, che mi ha permesso di portare avanti il percorso studiando a distanza, cosa importante per chi non può essere stanziale in un determinato posto per tutto il ciclo universitario. Ho seguito e portato felicemente a termine con la discussione della tesi a Milano, il corso di laurea triennale in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, che mi ha permesso una solida preparazione nell’area dell’educazione motoria, sportiva e medica. Ho acquisito nozioni in ambito motorio-sportivo e biomedico e poi lo studio di materie medico-psicologiche e attività collaterali, oltre all'approfondimento della cultura professionale. Ho acquisito competenze perfettamente in linea con la passione-professione. E’ stato un percorso importante e interessante”.

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