12.12.2019
I biancorossi emiliani vantano otto campionati nella massima serie e 23 in B
Un’altra squadra blasonata per un’altra partita di cartello. Il Piacenza, squadra del capoluogo di provincia di oltre 102mila abitanti, vanta un illustre trascorso con teatro il “Leonardo Garilli” (21.668 posti).

Dieci campionati nella massima divisione nazionale, 23 presenze in seconda lega, di cui 18 in serie B, la prima nel 1946/1947, l’ultima nel 2010/2011. 55 campionati di terza divisione e 8 in quarta serie: il Piacenza, ospite al “Druso” nell’ultima giornata della fase ascendente del campionato, è una delle tante società con un illustre trascorso inserite nel girone B della serie C di quest’anno. Il club biancorosso vanta 2 campionati in quella che è stata la prima categoria nazionale (dal 1920 al 1922) e poi otto campionati di serie A (tra il 1993 ed il 2003) con la particolarità di schierare (fino al 2001) esclusivamente giocatori italiani.

E’ il periodo di Simone e Filippo Inzaghi, nati a Piacenza, ma anche dei portieri bolzanini Paolo Orlandoni e Daniele Bonifacio, quest’ultimo maturato nella Primavera biancorossa con Pippo Inzaghi e con Fabio Paratici, l’attuale direttore sportivo della Juventus. Nel 2012 una fase di grave crisi finanziaria è culminata nel fallimento giudiziario, con conseguente radiazione decretata dalla Figc il 21 giugno 2012. A seguito di questi eventi, la società dilettantistica piacentina Libertas Spes ne ha acquisito il marchio ed ha mutato il nome, partecipando come Lupa Piacenza al campionato di Eccellenza Emilia-Romagna 2012-2013 e quindi assumendo la denominazione Piacenza Calcio 1919.

Tra i momenti di maggiore fulgore si ricordano gli anni di inizio terzo millennio. Nell’estate del 2000, l’allora presidente e patron Fabrizio Garilli ingaggiò Walter Alfredo Novellino come nuovo allenatore e rinforzò la squadra riportando a Piacenza, tra gli altri, l'attaccante Nicola Caccia, che sarà il capocannoniere del campionato cadetto con 23 reti. L'obiettivo della promozione venne raggiunto. Novellino rimase al timone anche nella stagione successiva in serie A, in vista della quale, per la prima volta, vennero ingaggiati due calciatori stranieri, i brasiliani Matuzalém e Amauri. Arrivò anche Dario Hübner, che contribuì in modo determinate alla salvezza del Piacenza  realizzando 24 reti (capocannoniere insieme allo juventino David Trezeguet). Il Piacenza finì 12esimo, Poi un ridimensionamento delle spese, il passaggio di Novellino alla Sampdoria, e l’arrivo di Andrea Agostinelli, sostituito a febbraio da Luigi Cagni, di ritorno a Piacenza dopo otto anni. Nel mercato di gennaio arrivarono Marco Marchionni, Claudio Ferrarese e Davide Baiocco e con le reti di Hubner (14), la squadra rimontò, ma non abbastanza per salvarsi. Finì 16esima e retrocesse, chiudendo l’esperienza in A. Cagni rimase, chiudendo ottavo in B, Poi tre anni di Beppe Iachini al timone: nelle prime due annate la squadra termina a centroclassifica, e si mettono in luce alcuni giovani come Simone Pepe (arrivato dal Palermo ed autore di 12 reti nel 2004-2005) e Daniele Cacia, prodotto del vivaio, che realizza 18 reti nella stagione 2005-2006.Nella stagione 2006-2007 la squadra, rinnovata da numerosi acquisti tra cui Antonio Nocerino, disputa un campionato di vertice. All'ultima giornata, pareggia in casa con la Triestina e chiude al quarto posto, staccato di 10 punti da Genoa e Napoli che pareggiano a loro volta nello scontro diretto; a causa del distacco non vengono disputati i play-off e le prime tre classificate vengono promosse direttamente in Serie A. Iachini passa al Chievo Verona, vengono ceduti Coppola, Campagnaro, Nocerino e Cacia. Si susseguono tre campionati in cui l'obiettivo è la salvezza: il primo vede l'avvicendamento in panchina tra il duo Gianmarco Remondina-Felice Secondini e Mario Somma, a sua volta sostituito da Stefano Pioli per la stagione 2008-2009. Nel campionato 2009-2010 la salvezza arriva alla penultima giornata, con la vittoria sul campo del Gallipoli, dopo che Massimo Ficcadenti aveva sostituito Fabrizio Castori alla guida della squadra. In evidenza Davide Moscardelli, autore di 22 reti in due stagioni. Nella stagione 2010-2011 le difficoltà economiche si accentuano, e la rosa viene costruita puntando su prestiti, giovani e svincolati; ritornano Armando Madonna nelle vesti di allenatore e diversi giocatori degli anni precedenti, tra cui Daniele Cacia. La squadra retrocede in Lega Pro prima divisione. Si alterna sulla panchina anche Wiliam Viali.

Poi una serie di vicissitudini: la retrocessione in Lega Pro seconda divisione nel 2012, la radiazione, la ripartenza dall’Eccellenza, vinta nel 2013, poi due anni di serie D con uscita di scena ai playoff, quindi il primo posto nel 2016. Sesto posto in Lega Pro girone A nel 2017, ottavo nel 2018 in serie C girone A e secondo lo scorso anno con al timone Arnaldo Franzini, alla guida dei biancorossi dal 2015. Franzini che vanta un trascorso comune da giocatore con il tecnico dell’FCS, Stefano Vecchi nella stagione 1997/1998 nel Brescello dei miracoli. 

I giocatori più rappresentativi sono Daniele Paponi e Daniele Cacia, ormai ex. Paponi, attaccante 31enne vanta un trascorso in A nel Parma (2005-2008, 23 gare) e nel Bologna 2010-2014 (21 gare2 reti) con una parentesi nella A canadese nei Montreal Impact dal gennaio 2013 al gennaio 2014 (19 gare, una rete). In B con le maglie di Cesena, Parma, Rimini, Latina. Daniele Cacia, attaccante 36enne ha collezionato oltre 440 gare tra i professionisti e quasi 160 reti. In A con Fiorentina, Lecce e Verona (38 gare, 2 reti complessivamente), in B con Ternana, Piacenza, Reggina, Padova, Verona, Bologna, Ascoli, Cesena (345 partite con 135 reti). Nei giorni scorsi ha rescisso il contratto.
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