11.12.2019
Quando il Brescello con Vecchi e Franzini fermò la Juventus
Storie di calcio, storie di vita e di sport, di emozioni e di ricordi che si intrecciano. Corsi e ricorsi storici. Alla vigilia di FCS-Piacenza la memoria ci riporta indietro di ventidue anni per scoprire il legame tra i due tecnici, entrambi biancorossi: Stefano Vecchi da una parte e Arnaldo Franzini dall’altra.

Il luogo è lo stesso che scelse il celebre Giovannino Guareschi per ambientare le storie del celeberrimo romanzo ai più conosciuto come le vicende di “Don Camillo e Peppone”. Stiamo parlando di Brescello, più o meno 4.500 residenti. Ma questo non è un romanzo, si tratta invece di una storia vera che merita di essere ricordata ed annoverata tra le belle cose, che spesso il calcio sa regalarci. Nel paese della bassa padana in provincia di Reggio Emilia si sono scritte alcune importanti pagine di storia del calcio oltre quattro lustri fa.

I gialloblù emiliani, al temine della stagione 1996/1997, conclusero al secondo posto in classifica nell’allora campionato di serie C1, ma il bello arrivò in estate, ad inizio stagione, quando proprio in virtù di quel piazzamento la squadra guidata a quel tempo da Giancarlo D’Astoli si trovò ad affrontare la Juventus di Marcello Lippi in un doppio incontro andata e ritorno di Coppa Italia, sedicesimi di finale.

Primo incontro la sera del 4 settembre 1997 allo “Stadio Giglio” (oggi “Mapei Stadium”) di Reggio Emilia. Marcello Lippi schierò una Juventus di lusso, in campo si sono giocatori del calibro di Rampulla, Pessotto, Montero, Iuliano, Conte, Zidane, Tacchinardi, Pecchia, Fonseca e Padovano e, in corso d’opera Birindelli, Ametrano e Pippo Inzaghi, in panchina Deschamps, Torricelli e Di Livio. Un divario tecnico enorme, sulla carta, però gli emiliani diedero il 200% e misero alle corde la corazzata bianconera.

D’Astoli schierò con un Brescello forte, tra gli altri, di Stefano Vecchi e Arnaldo Franzini. Risultato finale? 1-1, con tante recriminazioni per gli emiliani, a lungo in vantaggio e in 11 contro 10, dopo l’espulsione per doppia ammonizione di Paolo Montero (attuale mister della Sambenedettese) al 24’ del primo tempo. Al 42’, il Brescello passò in vantaggio con la rete di Arnaldo Franzini, classe ’68, giocatore dal sinistro d’oro, che oggi siede sulla panchina del Piacenza. Al suo fianco c’era, in mezzo al campo, Stefano Vecchi, il timoniere dell’FCS, giocatore di scuola Inter ai tempi di Trapattoni, arrivato al Brescello dopo l’esperienza a Fiorenzuola.

La Juventus pareggiò all’12’ della ripresa con un destro di Antonio Conte, oggi tecnico dell’Inter. A fine partita si racconta di un Lippi furibondo per la prestazione incolore dei bianconeri. Furibondi lo erano anche i giocatori del Brescello per una grande impresa cullata per un po’ e poi sfumata. I bianconeri tremarono a lungo quel giorno e uscirono a testa bassa contro un grande e motivato Brescello. Il ritorno, in un “Delle Alpi” deserto, finì 4-0 per la Juve.


 
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