06.12.2019
Nella storia del club romagnolo ci sono tanti nomi illustri
Fondata nel 1913 come Unione Sportiva Ravenna, con il motto “Iterum rudent leones”, dopo numerose stagioni tra Promozione, Terza Divisione, Seconda Divisione e Prima Divisione, il club fece la sua prima apparizione nel mondo professionistico del calcio nel 1957/1958 con la prima partecipazione al campionato di Serie C, sfiorando la promozione. Il massimo livello mai raggiunto dal sodalizio romagnolo è la Serie B, conquistata per la prima volta in seguito alla vittoria del campionato di Serie C1 1992/1993.
Nella stagione in B il d.s è Beppe Marotta, gli allenatori Claudio Onofri prima e Pierluigi Frosio poi, il bomber un giovane Bobo Vieri (12 gol). L’anno dopo, in C1, Marotta in cabina di regia con Rino Foschi, allenatore Alberto Cavasin prima e Adriano Buffoni poi, in difesa, tra gli altri William Viali, già allenatore dell’FCS, in regia Gadda a supportare Zauli. Ai playoff l’eliminazione da parte della Pistoiese.
1995/1996 il ritorno in B con l’esperto Giorgio Rumignani in panchina e Zauli ad ispirare il bomber bolzanino Stefan Schwoch (arrivato dal Livorno) che, con 21 reti, è tra gli artefici della promozione conquistata con largo anticipo. In panchina un emergente Walter Novellino, in rosa giocatori di esperienza, come Iachini e Luppi, centrando così la miglior stagione in serie cadetta: ottavo posto, nonostante tre punti di penalizzazione.
Nel 1997/98 in panchina parte Sandreani e chiude Santarini, conquistando salvezza e la riconferma, con il decimo posto nel 1999. Nel 1999/2000 con Attilio Perotti alla guida tecnica, il Ravenna che si conferma ancora a metà classifica. Retrocessione l’anno dopo. Poi una serie di vicissitudini societarie, fino al ritorno in B, coinciso con un campionato non particolarmente positivo.  La stagione 2007/2008 (ultima in B), con mister Dino Pagliari, timoniere della promozione avvicendato due volte da Franco Varrella, inizia bene ma finisce con il ritorno in Lega Pro Prima Divisione, finito al terzo posto con Gianluca Atzori alla guida, dietro al Cesena e Pro Patria, ma terminando, a sorpresa, i play-off promozione 2009 in semifinale contro la quarta classificata, il Padova.  Ravenna vanta sette presenze tra i cadetti e 46 stagioni in terza divisione nazionale. 
La vecchia società è fallita nel 2001 ed è stata rifondata come Ravenna Calcio. Il 29 giugno 2012 è stata anch'essa dichiarata fallita e, di conseguenza, radiata dalla Figc. E’ nata quindi una nuova associazione chiamata provvisoriamente Ravenna Sport 2019, ammessa in Promozione. Il 9 agosto 2013, cambia denominazione diventando Ravenna Football Club, trasformandosi in Ravenna Football Club 1913 S.p.A. quando approda in terza divisione, nel 2017. Lo stadio di casa è il “Bruno Benelli” (poco più di 12mila posti) e i colori sociali sono il giallo ed il rosso. Settimo lo scorso anno, con uscita di scena al secondo turno dei playoff e 12esimo l’anno prima, a ritorno tra i professionisti con Mauro Antonioli al timone. Dal 2018 il tecnico è Luciano Foschi.
Nelle prime 17 giornate del campionato in corso, la società romagnola (settima l’anno scorso nel girone B) ha conquistato 18 punti (8 in casa), frutto di 5 vittore e 3 pareggi, 9 le sconfitte (19 reti all’attivo, 29 al passivo), di cui 2 vittore (Vis Pesaro e Imolese a settembre), 2 pareggi (Cesena e Gubbio), 4 sconfitte interne (Reggio Audace, Sambenedettese, Arzignano e Feralpisalò) con 10 reti realizzate e 13 subite. 13esimo posto in classifica. Il miglior realizzatore Manuel Nocciolini, seguito da Giuseppe Giovinco (5) e Michael D’Eramo (4). Il Ravenna proviene dal successo esterno (1-2) nel posticipo di lunedì sera in casa del Rimini, in rimonta: al 30’ Zamparo per i padroni di casa, nella ripresa al 25’ Giovinco e al 26’ D’Eramo.
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