10.07.2020
122 presenze e 34 reti in maglia FCS
Fa parte della ristretta cerchia degli eletti, ovvero di coloro che hanno superato i cento gettoni di presenza. Del prestigioso “Club 100” biancorosso è a tutti gli effetti un membro eccellente, forte delle sue 122 presenza con la casacca dell’FCS e delle sue preziosissime reti, 34. Thomas Bachlechner, “figlio d’arte”, ha scritto capitoli importanti nella storia del club. L’attaccante nasce a Verona il 13 ottobre 1980. In quella stagione babbo Klaus, stopper-difensore centrale, veste per la seconda stagione di fila la casacca del Bologna in serie A (alle spalle sei campionati nella massima divisione, uno in rossoblù e cinque nel Verona con una parentesi in B nel 1974-’75 a Novara, di fronte un'altra stagione in serie A, a Bologna, prima dell’annata 1981-1982 all’Inter per poi tornare al Bologna, in B).

Chiusa la carriera da “pro”, Klaus, torna nella natia Brunico con una laurea in tasca per fare il commercialista e l’imprenditore e Thomas inizia la rapida ascesa nel calcio. Padre arcigno difensore centrale, figlio attaccante. Nel 1998, con la maglia del Brunico, in Eccellenza, Thomas, 181 cm, punta centrale dal destro potente, gioca 14 partite e firma sei reti. I due anni successivi, in Promozione, colleziona 56 presenze e firma 44 reti. Nel 2001 il salto nel calcio professionistico, approda all’Fc Südtirol. In cinque stagioni, tutte nell’allora campionato di Serie C2, “Bach” colleziona con la casacca biancorossa 106 presenze, mettendo a segno 30 reti. Poi la mezza stagione dal gennaio a giugno 2001 con 16 gare e 4 reti.

Thomas, quali ricordi conservi?
“Splendidi, indimenticabili. Cinque stagioni e mezza favolose. Custodisco una serie di bellissimi ricordi. E’ stato un periodo particolarmente importante della mia vita, più che della mia carriera”.

C’è stato un momento particolarmente significativo?
“Non solo uno! Ce ne sono tanti. Posso dire che tutto il periodo è stato costellato di episodi positivi. Ogni stagione è stata affrontata con un organico particolarmente competitivo e siamo riusciti a fare sempre bene. Preziose esperienze e positivi risultati. diciamo che 122 partite in tutto e 34 gol con la maglia dell’FCS non si dimenticano”.

Compagni di squadra e allenatori che ricordi in modo particolare?
“Ho legato sempre con tutti. Posso dire di aver avuto un rapporto speciale con mister Marco Baroni nella stagione 2005-2006, in cui ho totalizzato 27 presenze e segnato 8 gol. Con tutti il rapporto è stato ottimo e molti li ho incontrati poi anche nel corso delle altre esperienze calcistiche che ho fatto”. 

Se ti dico Novara cosa ti viene in mente?
“Un paio di palle gol che ho mancato nella finale playoff per la C1. Una, in particolare, a cui ho ripensato proprio qualche giorno fa, rivedendo le immagini dopo tanti anni. Era il 118’ e a noi serviva vincere, mentre al Novara bastava lo 0-0 in considerazione del miglior piazzamento in stagione regolare. Mi è capitata un’occasione enorme: ho mirato troppo alto e ho sbagliato. Quella palla-gol, rivista oggi e commentata con il senno di poi, potevo calciarla meglio. Un attaccante quando ha l’occasione tra i piedi ci prova d’istinto: a volte va bene, altre no. Certo è che se quella palla fosse entrata sarebbe stata tutta un’altra storia …”.

Nel 2006 Bachlechner tenta l’avventura fuori regione: viene ingaggiato dall’Ivrea, compagine di C1, dove trova poco spazio, giocando 399 minuti nelle partite giocate. A gennaio torna in Alto Adige, dove colleziona 16 presenze e 4 reti. A fine stagione decide di tornare in Piemonte. Ad Ivrea gioca due stagioni in C2, giocando 63 partite e realizzando 18 reti. Molte società mettono gli occhi su di lui e nel 2009, Bachlechner passa alla Canavese, sempre nella quarta serie nazionale: per lui grande stagione, con 34 gettoni e ben 12 reti, il record personale tra i professionisti. L’ultimo anno tra i pro lo trascorre ancora in Piemonte, vestendo la maglia della Valenzana: gioca 26 partite e realizza 4 reti. E’ l’ultima parentesi fuori regione. Le ultime due stagioni sono praticamente a casa. Nel 2011 accetta la proposta di Georg Brugger e mister Patrizio Morini e diventa il leader della matricola San Giorgio. Guida i pusteresi alla storica salvezza in serie D con 9 reti in 29 gare, poi 19 gare e 2 reti in una stagione in cui il ginocchio sinistro, che lo tormenta da tempo, non gli concede troppa tregua, costringendolo al ritiro nel 2013, a 32 anni, a campionato non ancora finito. 

Qual’è il tuo rapporto attuale con il calcio?
“Non seguo più tanto da vicino. C’è mio fratello Philipp (già hockeista nel Val Pusteria n.d.r.) che gioca e, ogni tanto, vado a vederlo, ma non succede spesso. Non sono più nell’ambiente”.

E’ stata dura staccarsi… Il pallone in casa Bachlechner è sempre stato di casa…
“Ho iniziato a tirare i primi calci seguendo mio papà Klaus nel vivaio del Brunico oltre trent’anni fa. Lui ha fatto una bella carriera, tanta serie A con Verona, Bologna e Inter, oltre duecento presenze in serie A. Anch’io mi sono tolto molte soddisfazioni e sono contento di quello che sono riuscito a fare”.

Il consiglio più importante che ti ha dato il tuo babbo?
“Mi ha insegnato che bisogna fare sempre tanti sacrifici, che bisogna impegnarsi al massimo e porsi degli obiettivi. Non è detto che si riesca a raggiungerli, ma è importante provarci fino in fondo. E poi di divertirmi. Senza questa componente non si va da nessuna parte ed è forse anche per questo che mi ha lasciato prendere qualsiasi decisione. Mi ha sempre dispensato buoni consigli, senza mai fare pressioni”.

Stai seguendo le vicende dell’FCS?
“Certamente e con piacere. Seguo con attenzione il processo di crescita complessivo. Allo stadio purtroppo non sono riuscito ad essere presente nel recente passato, ma spero di poterci essere quando il Druso sarà completamente ristrutturato e la situazione generale sarà tornata alla normalità”.

In conclusione: qual’è stato il gol più bello che hai realizzato in biancorosso?
“Forse non c’è un gol più bello di un altro. Mi sento di dire che sono affezionato ad una rete importante messa a segno prima di Natale nell’anno in cui c’era mister Bruno Tedino. Era il 2003-2004. Firmai la vittoria interna con il Mantova che ci consentì di salire in testa alla classifica. Loro vinsero poi il campionato, davanti alla Cremonese con noi al terzo posto, poi sconfitti dalla Cremonese con un doppio 1-2 nella finale playoff, dopo aver eliminato in semifinale la Valenzana”.
Thomas Bachlechner, cinque stagioni e mezza memorabili
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